Moneta locale e progetto di Nantes

Gli studenti del mio corso hanno partecipato, alla Facoltà di Economia, ad un seminario sulla moneta locale emessa nella città di Nantes. Nel corso della lezione successiva, alcuni mi hanno chiesto di aiutarli a inquadrare meglio il funzionamento della moneta locale e le opportunità che essa offre. Il tema è diventato di attualità anche a Parma a seguito di voci su progetti di emissione che l’Amministrazione comunale starebbe elaborando.

A volte per rendere comprensibile un argomento complesso è utile ricorrere preliminarmente ad analogie, a metafore a semplificazioni del tema. A loro l’ho raccontata così prima di entrare nel merito e prima di parlare di clearing house, di stanze di compensazione tra crediti e debiti dello stesso soggetto, della moneta Bancor di Keynes e di altri temi complessi.

Ecco la metafora che ho raccontato romanzando una soriella che ha circolato sul web alcuni anni fa.

Un giorno ero a Positano per un convegno e alle dieci del mattino ho accompagnato in albergo un relatore straniero che avevo incontrato in aeroporto. Arrivato in albergo, il professore ha chiesto al portiere di mettere in cassaforte cinquemila euro in contanti che aveva con sé per gli acquisti che intendeva fare durante il suo soggiorno in Italia. L’impiegato, rilasciata una ricevuta, ha chiuso la cassaforte alle sue spalle e si è allontanato.

Mentre il mio collega saliva in camera, mi sono fermato per un caffè. Nel frattempo è arrivato il proprietario dell’albergo; ha aperto la cassaforte, ha preso i soldi, li ha contati con evidente stupore ed incredulità e li ha messi in una busta gialla. Con mia grande sorpresa, ha infilato la busta gialla nella tasca della sua giacca e si è diretto all’uscita.

Cosa potevo fare? ho deciso di seguirlo e, fatti pochi passi, l’ho visto entrare in una grande macelleria. Sono entrato anch’io e ho potuto ascoltare che stava pagando un vecchio debito al macellaio fornitore del ristorante dell’albergo. Sono rimasto ancora più sorpreso nel vedere che il macellaio, congedato l’albergatore, a sua volta usciva dal negozio con la busta gialla in mano.

Girato l’angolo, ha suonato il campanello degli uffici dell’allevatore che gli riforniva la carne. Quest’ultimo, ricevuta sulla porta la busta a saldo del suo credito, non è nemmeno rientrato in ufficio e si è immediatamente diretto, nella piazza accanto, negli uffici di un produttore di mangimi.

Anche questi, dopo aver ringraziato per il saldo del debito, intascata la busta gialla, si è subito recato nello studio di un avvocato. Dalla finestra aperta ho ascoltato la conversazione. Finalmente l’avvocato poteva riscuotere la sua parcella dopo mesi di attesa.

Appena uscito il produttore di mangimi, ho sentito che l’avvocato parlava al telefono con la wedding planner che aveva organizzato il matrimonio della figlia e la invitava a passare dallo studio per ritirare il suo compenso.

A questo punto, non avendo più tracce da seguire, ho deciso di tornare in albergo per informare il mio collega e per recarmi con lui dai carabinieri. Entrando in albergo ho avuto la sorpresa più grande. Una ragazza stava spiegando al portiere che intendeva lasciare in una busta per il proprietario il saldo del conto per il ricevimento nuziale della figlia dell’avvocato.

L’impiegato ha aperto la cassaforte ed è impallidito nel constatare che i soldi del professore erano spariti. E questo proprio nel momento in cui il professore usciva dall’ascensore e si dirigeva al banco per ritirare i suoi cinquemila euro. Con molta freddezza, il portiere ha estratto i soldi dalla busta, li ha contati e li ha consegnati al professore che, sorridendo, si è incamminato verso di me.

Potete immaginare la mia meraviglia mentre, incredulo, non potevo fare a meno di pensare ad una sorta di mano invisibile di Adam Smith che guida l’efficienza dei comportamenti economici e pensavo anche che con un po’ di ingegno e di capacità organizzativa forse si poteva dare una mano concreta alla mano invisibile.  E pensavo anche alle espressioni serene dei vari personaggi che avevo conosciuto e che avevano avuto la possibilità di pagare i loro debiti e di incassare, finalmente, i loro crediti.

Tutti felici quella sera a Positano? No, il direttore dello sportello bancario nella piazza principale del paese, mentre abbassava sconsolato la serranda dell’agenzia pensava tra sé e sé che nella giornata non si era visto quasi nessuno in banca e che questa crisi stava proprio mettendo in ginocchio i suoi clienti.

Articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma

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