Detesto la ritualità, il conformismo e la banalità degli auguri. “Tanti” auguri; “tantissimi” auguri; “auguroni“; i “migliori” auguri; “augurissimi“; auguri di un “sereno” Natale; “buon” Natale e “felice” oppure “prospero” anno nuovo.
Auguri “perché”? auguri “de che”? Auguri compulsivi, stereotipati, convenzionali, vuoti, scontati, privi di ogni personalizzazione, senza anima, mediocri. Poco più che la mera adesione ad una convenzione sociale cui non ci si può sottrarre, quasi l’adempimento di un’incombenza burocratica obbligatoria.
Mi rifiuto di “augurare” in questo modo e mi sottraggo, anche, all’implicito dovere di “ricambiare”. Proprio così, gli auguri si devono “ricambiare”. Tendo a non rispondere, mi sottraggo all’obbligo del “ricambio”. Tendo a non formulare la dovuta risposta di rito: “ricambio anche a te e alla tua famiglia i miei migliori auguri”.
Però, se ti sottrai al “ricambio”, passi per maleducato. Perché non rispondi? perché non ricambi? c’è qualcosa che non va tra noi? E allora ho deciso di rispondere cercando, tuttavia, di dare un senso agli auguri. Ma non rispondo a tutti. Seleziono le persone che ritengo siano in grado di apprezzare questo mio comportamento anomalo, fuori dagli schemi e che siano in grado di apprezzare quanto auspico per loro nel futuro che inizia con il nuovo anno.
Come fare? gli auguri prendono un senso se viene esplicitato l’oggetto dell’augurio e se questo oggetto vola alto. Certo, neppure così si esce dalla ritualità ma, quanto meno, si esce dalla banalità.
Per gli auguri del 2025 ho trovato una formula che ripropongo qui per i lettori del mio blog. L’ho trovata nelle parole – che non conoscevo – di una poetessa tedesca, Elli Michler.
Ecco i miei auguri, caro lettore: ti auguro di avere tempo per le attività che danno un senso alla tua vita.
Ti auguro tempo
Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa. Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri. Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre, ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull’orologio. Ti auguro tempo per guardare le stelle e tempo per crescere, per maturare. Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare. Non ha più senso rimandare. Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono. Ti auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.
Elli Michler
Come fare per trovare il “tempo per la vita”? come fare per dedicarsi alle attività che rendono la vita meritevole di essere vissuta? non è facile, ma tanto per cominciare, può essere utile il suggerimento, la raccomandazione, il consiglio che ci viene proposto – in dialetto napoletano – dalle parole del grande, grandissimo Maestro Riccardo Muti: ogni tanto spegniamo il telefono, stacchiamoci dalla connessione ai social e impieghiamo meglio il nostro tempo. Ascoltiamo una musica, leggiamo un libro, seguiamo le indicazioni di Elli Michler.