Il nuovo numero contiene il mio post del 30/01/2026 sulla politica trumpiana dei dazi.
Sarà presentato a Parma giovedì 2 luglio all’Oltre Lab, Piazzale Bertozzi 41, alle ore 19:00.

La quarta di copertina:
Il dibattito pubblico appare oggi intrappolato in una morsa di polarizzazioni feroci. Tra «woke» e «anti-woke», destra e sinistra, progressisti e reazionari la contesa sembra ineluttabile. Entrambi i poli si nutrono di una visione estremamente semplificata del reale e si rivelano incapaci di parlare alla maggioranza delle persone. E tuttavia resistono. A far leva su di essi è in primo luogo un sistema neoliberale in trasformazione, forse in crisi, ma capace di intercettare e articolare tra loro istanze che attirano l’attenzione di «gruppi di individui», al tempo stesso impedendo una elaborazione collettiva dei problemi più essenziali. Il variopinto universo delle «guerre culturali» sembra così convivere con la profonda carica antidemocratica di élite predatorie e incontrollate che riscoprono lo Stato, non come istanza di rappresentanza e mediazione sociale, ma come arma nella competizione geoeconomica, riuscendo, tra l’altro, a intercettare più efficacemente il grido degli «spossessati» di quanto non sappiano fare le voci che si pretendono critiche. I contributi di questo numero si pongono l’obiettivo di interrogare le maschere con cui si presenta il nulla politico contemporaneo, nella convinzione che una proposta di democrazia reale non possa che partire dal coraggio di guardarlo in faccia.
L’indice degli articoli:
DESTRA, SINISTRA E GUERRE CULTURALI
Un’apocalisse piccola piccola. Ricominciamento della storia e simulacri di politica – Diego Melegari
Per una critica delle identity politics – Samir Gandesha
Neoliberismo binario – Francesco Erspamer
Sul wokismo e le ideologie identitarie – Nathalie Heinich
La crisi del neoliberalismo progressista e il terreno delle nuove polarizzazioni – Giulio Di Donato
La polarizzazione digitale: rischio o opportunità per la libertà di espressione? – Carlo Magnani
Analisi storiche e ricostruzioni filosofiche: se il femminismo odierno deve delle risposte – Silvia D’Autilia
La sinistra e la destra «contemporanee»: specchio di nuovi interessi di classe – Claudia Candeloro
Il progresso rivoluzionario di una nuova mediazione politica – Davide Sabatino
Dal neoliberalismo progressista alla neutralizzazione iperpolitica – Alessandro Volpi
LA MUTAZIONE NEOLIBERALE: ECONOMIA, POLITICA, CULTURA
Culto e strategia neoliberale. Una riflessione sull’attualità del neoliberalismo – Emanuele Puglisi
Metamorfosi della governance neoliberale. Dal globalismo al neo-statismo competitivo – Marco Baldassari
Di Trump e le sue guerre. Il sentiero del padrone perverso e la cometa di nuovi maestri – Silvano Poli
La politica trumpiana dei dazi: una mappa concettuale – Eugenio Pavarani
Elon Musk, Peter Thiel e il capitalismo politico statunitense – Alessandro Aresu
Intervista a partire da Hayek’s Bastards – Quinn Slobodian
La meritocrazia nell’era di Trump. Come la disuguaglianza ha trovato il suo alibi morale – Carl Rhodes
Tecnocapitalismo e teologia politica militare
Le nuove culture dell’Impero – Alessandro Bartoloni
Realismo cristiano e democrazia. Una riflessione a partire da Reinhold Niebuhr – Pasquale Serra
RUBRICHE
Match Point – La polarizzazione universale (26 agosto 1789) – Umberto Vincenti
Altrimenti – False dicotomie – Ilaria Palomba
MinCulTPop – L’artista e l’artigiano. Notarella su cinema d’autore e cinema popolare in Italia – Simone Luciani
Perché la fionda?
Perché è lo strumento di chi si ribella all’oppressione. Di chi non può contare su grandi risorse materiali né gode di protettorati mainstream, ma mira dritto perché ha il coraggio delle idee. La forza dell’irriverenza, che fa analizzare in contropelo i luoghi comuni. La passione intellettuale e politica di chi non aderisce alle idee ricevute, ma sottopone tutte le tesi a una verifica attenta. L’ostinazione ragionata di chi non ha paura di smentire la propaganda, squarciando il velo della post-verità del sistema neoliberista. La lucida coerenza di non negare i fatti, o edulcorarli, per approfondire e cercare di capire di più, senza fermarsi di fronte alle convenienze, alle interpretazioni di comodo.
La fionda è uno spazio pluralista e libero di elaborazione culturale e politica, promosso da una comunità di persone che condivide alcune precise idee – statualiste, autenticamente democratiche e antiliberiste -, senza compromessi contraddittori né opacità furbesche. Ma che ha l’autentico desiderio di confrontarsi, di dare luogo a un dibattito vero, fecondo, senza tabù. Questo deve essere il tempo della nitidezza e dello spirito critico che non arretra di fronte a nulla. Solo così sarà possibile ripartire non gattopardescamente, ma cambiando paradigma.
La fionda di Davide contro Golia. Ma anche la fionda di Gian Burrasca.